
Il giorno del matrimonio è uno di quelli che non si ripetono. Per questo mi avvicino a questo tipo di lavoro con la massima cura e con una presenza che non invade, ma accompagna.
Cerco i gesti spontanei, gli sguardi rubati, la luce che cade nel momento giusto su un dettaglio che altrimenti passerebbe inosservato.
Il mio compito non è dirigere la scena, ma essere pronto quando la scena si rivela da sola — e succede sempre, perché nelle giornate di matrimonio l'emozione è reale e non ha bisogno di essere costruita.
















